José Ramón Valbuena, coach e formatore ci da alcuni suggerimenti sul futuro dell’occupazione

Nell’ultima decade abbiamo vissuto ininterrottamente dei cambiamenti che si sono prodotti a un ritmo quasi vertiginoso. Le nuove tecnologie e internet hanno cambiato tutto.
Anche il lavoro e il futuro dell’occupazione.

Quei lavori che solo qualche anno fa ci sembravano appartenere a un romanzo distopico oggi invece sono realtà, una realtà in cui vediamo la normalizzazione di alcune professioni che solo poco tempo prima erano pura utopia.
Cosa avresti pensato dieci anni fa se ti avessero detto che diventare pilota di droni è una delle professioni con maggiore proiezione nel futuro?
Probabilmente la prima cosa che avresti chiesto sarebbe stata cosa mai fosse un drone.

Di tutto questo e del futuro dell’occupazione ho avuto l’opportunità di parlare con José Ramón Valbuena, coach e formatore specializzato in ambito laborale ed esperto di impiego e leadership.

Attraverso questo post mi piacerebbe condividere con voi le impressioni che ci siamo scambiati…

Intervista a José Ramón Valbuena, coach e formatore

Cominciamo parlando dei più giovani. Il futuro è delle nuove generazioni, quindi mi interessava sapere qual è la visione di un esperto di leadership circa le sfide alle quali la gioventù deve far fronte.
E questo è ciò che J.R. mi ha risposto:

Penso che nelle scuole abbiamo un grande problema che riguarda l’ascolto.
I centri di formazione e specializzazione non stanno ascoltando e non stanno neanche soddisfacendo le necessità delle organizzazioni di oggi.

Oggi datori di lavoro, quadri direttivi e responsabili hanno delle necessità specifiche e chiedono determinate abilità alle quali non si presta attenzione.
La grande sfida forse risiede proprio in questo, nella formazione, nella capacità e predisposizione delle scuole ad adattarsi alla realtà“.

Quindi a tutti questi giovani che stanno completando la loro formazione o sono in procinto di terminare l’università, che consiglio daresti?

Il successo non è solo una questione di formazione ed esperienza. Naturalmente questi sono aspetti importanti ma la vera chiave del successo risiede nell’attitudine.
Il mio consiglio è quello di affrontare la transizione al mondo del lavoro con un sorriso e con attitudine positiva e proattiva.

Penso che ci siano molti giovani preda di inquietudini eppure con idee molto buone…
Cosa diresti a questi giovani con spirito imprenditoriale che sono disposti ad avviare un’attività e a trasformare le loro idee in un business?

“Per esperienza personale e per l’esperienza che mi hanno dato tutti questi anni lavorando come professionista e imprenditore, parlerei nuovamente loro dell’importanza dell’attitudine.”

“Ti racconterò la mia esperienza personale: nel 2016, a causa di una serie di difficoltà che stavo affrontando nella mia vita, entrai in contatto per la prima volta con il coaching, quasi per caso. Un amico me lo consigliò come la strada per migliorare la mia situazione. Non solo mi fu d’aiuto ma scoprii che era la mia passione.

Sei anni più tardi, un procedimento di licenziamento collettivo nella mia impresa mi fece ritrovare in una condizione di instabilità all’età di 48 anni…
Sarò sincero Erick, quel giorno in cui ho perso il lavoro non fu un giorno triste, fu per me l’inizio di un cammino che mi portava verso il mio sogno: diventare un Formatore e Coach professionale.

Con la stessa sincerità devo riconoscere che non fu facile. Ho dovuto lasciare la mia zona di comfort, reinventarmi, formarmi e cominciare quasi da zero.
Ho investito molto tempo, tutta la mia voglia e anche buona parte del mio denaro.
Pian piano le porte iniziarono ad aprirsi, ho iniziato a vedere nuove strade e possibilità…

Probabilmente l’ostacolo maggiore con il quale mi sono dovuto confrontare ero io. Le mie paure. E per far fronte a tutto questo, lo dico ancora una volta, l’ATTITUDINE è stata decisiva e determinante.”

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